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L'incontro
imprevisto con artisti eccezionali come Paul Jeffrey, Joe Diorio,
Jerry Bergonzi e Hal Crook hanno segnato la mia vita per sempre.
Hanno
tutto quello che anch’io desidero avere come uomo e come musicista:
creatività e rigore, cuore e mente, capacità di sacrificio,
desiderio di libertà e coscienza di appartenere alla storia
viva del jazz.
Amo
questi musicisti e dall’amicizia con loro ho imparato che
ogni nota ha il suo peso, un suo impatto, porta con sé la
tradizione appresa con sacrificio e dedizione, il proprio contenuto
di personale originalità esprimibile solo dentro una compagnia,
dentro l’essere insieme in ogni attimo della musica e che
la musica funziona se la si fa insieme.
Per
me il jazz è sempre stato la possibilità di vivere
un’ esperienza comune, di guardare insieme alla stessa cosa,
di condividere una memoria comune ed un amore per la tradizione
viva e "last but not least"di avere una stessa passione
che cementa un’amicizia ed un gusto nel far musica insieme.
Maurizio
Carugno
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